Perché amo Pescasseroli
Dacia Maraini

 

E' stato il caso a portarmi a Pescasseroli, ma poi é stata la certezza di una natura amica e di una cultura affine che mi ha convinta a rimanere e a mettere radici. Ogni volta che sono costretta a tornare a Roma ho il cuore amareggiato. In nessun posto dormo così bene come qui, in nessun posto scrivo bene come qui, in nessun posto cammino bene come qui contemplando un paesaggio che non mi stanca mai per la sua aspra e serena bellezza. Perché ci si affeziona a Pescasseroli? Forse per quel tratto di antica civiltà baronale e contadina che ha lasciato le sue tracce nella struttura del paese, nel modo di tagliare e montare i portali di pietra che costituiscono la sua eleganza? O forse per la saggezza dei suoi abitanti che pur costruendo alberghi su alberghi hanno saputo mantenersi fedeli alle tradizioni classiche?

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O forse per la squisitezza dei suoi latticini e del suo pane? O forse ancora per quel senso di mistero che abita le sue centenarie foreste di faggi abitate da lupi e camosci?
Certamente tutto questo sta alla base della grazia un poco burbera di Pescasseroli che ha una testa moderna e un corpo ancora immerso nella terra del passato. Ma questa contraddizione, questo ossimoro vivente, non sta all'origine di una disarmonia fastidiosa, bensì costituisce il segreto della sua seduzione.

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Aggiornata: 18 giugno, 2008.